Le città invisibili: Parigi.

Dopo cinque anni, finalmente ci ritorno. Forse la mia città preferita, quella in cui l’ebbrezza di letteratura efilosofia sembra condurti in luoghi visibili solo a chi legge. Così, voglio scrivere di getto le dieci cose che mi vengono in cuore (banale dire “in mente”) alla parola Parigi:

1. Le lucidi Notre Dame, la notte.

2. I fiorai e le cioccolaterie.

3. Le voci dei camerieri al Quartiere Latino.

4. Il sorriso delle statue khmer al museo Guimet.

5. Boulevard Saint German, tutto.

6. I ponti, sostare e meravigliarsi.

7. Il freddo della mattina, ripararsi in una pasticceria.

8. Dov’è Proust?

9. Gli alberi spogli (che a Parigi non sono tristi)

10. I ritratti degli artisti di strada a Montmatre

 

 

 

foto di Robert Doisneau.

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4 Comments

  1. le ninfee all’orangerie
    le poltroncine in paglia di vienna fuori dai bistrot
    i ragazzi con i pattini a rotelle
    la signora anziana che pranza assorta appena dietro la vetrata di un locale
    le foto di doisneau
    i croissant della panetteria sotto casa al marais
    il mimo “giocondo” davanti al d’orsay
    il sassofono muto sull’altra sponda della senna

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