Doppio sogno

Collegamento permanente dell'immagine integrataCollegamento permanente dell'immagine integrata

 

Ieri ho messo finalmente in ordine il mio studio. Da tempo i miei libri subiscono una diaspora in altre stanze e, ora, nell’altra casa. Questa inquietudine dei miei libri è indice di quanto i doveri di madre mi portino fuori dal silenzio di quello studio, che un tempo era la mia tana. Mettendo in ordine, ieri, ho sfogliato ben due libri con una dedica di Fabrizio. La prima dedica era del Natale ’98: “Certe volte le parole non servono proprio…soprattutto quando si deve dire qualcosa di importante. A mia cugina con immenso affetto”. Si trovava sulla prima pagina di Sonno profondo, della Yoshimoto. L’altra era dell’anno successivo, una bellissima citazione di Goethe che fotografa perfettamente lo stato del nostro rapporto, in quel ’99. Il libro era Doppio sogno di Schnitzler.

Ieri l’ho visto Fabrizio, abbiamo riso come sempre insieme, abbiamo telefonato a una vecchia amica. Perché non gli ho detto della gioia mattutina nel ritrovare le sue parole, sepolte, fra le parole altrui?

 

Annunci

6 Comments

      1. È difficile che io deponga la maschera della mia ironia; Mio cugino è ironico il doppio più di me, quindi i nostri discorsi sono spesso divertentissime finzioni. Ma il mio primo romanzo era praticamente una dichiarazione d’amore per lui. Gli ho così detto tutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...