Stelle e ricordi

Se ne andò via perché non era affatto quella la sua strategia per vendicarsi, si stava anche mettendo a piangere. Arrivata nella propria stanza, a letto pensò quanto simile fosse il corpo di Tiziano a quello di Marco; la vista dei piedi di Tiziano, e delle sue gambe, del suo magro torace, le avevano portato alla memoria le vacanze fatte da adolescenti con i genitori in Sardegna, quando Marco stava fino a tarda sera dentro l’acqua e la madre correva in spiaggia a richiamarlo. Dalla terrazza della propria casa, Giulia e il padre guardavano in silenzio la scena che si svolgeva uguale sera dopo sera: le stelle che si rianimavano, la sabbia che iniziava a disperdere il proprio calore, la madre avvolta in un pareo blu, con i capelli legati da allegri fermagli a chiamare Marco, che si nascondeva sott’acqua. Poi, quando finalmente sentiva il richiamo della madre, che lo attendeva a riva con un accappatoio in mano, veniva fuori dall’acqua. La schizzava e indossava con ironica obbedienza l’accappatoio nella stessa maniera in cui Giulia l’aveva visto indossare quella sera a Tiziano: prima metteva il cappuccio sulla testa e, dondolando questa faceva roteare un po’ l’intero accappatoio, poi lo indossava, giocando con la cintura prima di annodarla. Non avrebbe mai creduto che qualcun altro al mondo indossasse in quel modo buffo l’accappatoio, oltre Marco in Sardegna, sulla spiaggia già serale, col contorno delle stelle.

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