Lo spirito dell’Europa

Nel Novecento molti filosofi e alcuni fisici si sono interrogati sulla nascita della filosofia.

“La storia dell’antica filosofia greca, specialmente da Talete a Platone, è uno splendido racconto, fin troppo bello per essere vero. In ogni generazione troviamo almeno una nuova filosofia, una nuova cosmologia di sorprendente originalità e profondità. Come era possibile questo? Naturalmente, non c’è una spiegazione per l’originalità e il genio. Si può cercare, tuttavia, di gettarvi un po’ di luce. Qual era dunque il segreto degli antichi? Ritengo si tratti di una ‘tradizione’ – ‘la tradizione della discussione critica’.

Karl Popper, Congetture e confutazioni

Popper pone alla base dello spirito filosofio la “critica”, ovvero l’antidogmatismo peculiare alla cultura occidentale.Sul fatto che Occidente e nascita della filosofia coincidano, concorda anche Edmund Husserl:

«L’Europa spirituale ha un luogo di nascita. Non parlo di un luogo geografico, di un paese, per quanto anche questo senso sia legittimo; parlo di una nascita spirituale che è avvenuta in una nazione, o meglio per merito di singoli uomini e di singoli gruppi di uomini di questa nazione. Questa nazione è l’antica Grecia del VII e del VI secolo a.C. Qui si delinea un nuovo atteggiamento di alcuni uomini verso il mondo circostante. Da questo atteggiamento derivò una formazione spirituale di un genere completamente nuovo, la quale si trasformò rapidamente in una forma culturale sistematicamente conclusa. I Greci la chiamarono filosofia. Nella sua traduzione esatta, questo termine non significa altro che scienza universale, scienza del cosmo, della totalità di tutto ciò che è. […] Per quanto possa sembrare paradossale, io considero la nascita della filosofia, di una filosofia che include tutte le scienze, il fenomeno originario dell’Europa spirituale». 

Edmund Husserl

Nella meravigliosa Conferenza di Vienna, Husserl identifica il nuovo atteggiamento dei Greci (il thaumazein) con il cuore pulsante della spiritualità europea. Cosa significa THAUMAZEIN?

«Gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, […] giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo. Ora, chi prova un senso di dubbio e di meraviglia riconosce di non sapere; ed è per questo che anche colui che ama il mito è, in certo qual modo, filosofo: il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia. Cosicché, se gli uomini hanno filosofato per liberarsi dall’ignoranza, è evidente che ricercarono il conoscere solo al fine di sapere  e non per conseguire qualche utilità pratica. E il modo stesso in cui si sono svolti i fatti lo dimostra: quando c’era già pressoché tutto ciò che necessita va alla vita ed anche all’agiatezza ed al benessere, allora si incominciò a ricercare questa forma di conoscenza. É evidente, dunque, che noi non la  ricerchiamo per nessun vantaggio che sia estraneo ad essa; e, anzi, è evidente che, come diciamo uomo libero colui che è fine a se stesso e non è  asservito ad altri, così questa sola, tra tutte le altre scienze, la diciamo libera: essa sola, infatti, è fine a se stessa. […]Tutte le altre scienze saranno più necessarie di questa, ma nessuna sarà superiore».

Aristotele, Metafisica, 982b-983a.

Amo questa frase, sempre da tutti calpestata: «Tutte le altre scienze saranno più necessarie di questa, ma nessuna sarà superiore».

Spinti dall’utile, dal pratico, l’Europa – oggi per motivi differenti da quelli che denunciava Husserl nella Conferenza del 1935 –  ha del tutto smarrito quello spirito, arrivando addirittura a ipotizzare l’espulsione della Grecia dall’Unione Europea, perchè i conti fanno l’Europa, non una idea e, diciamolo con coraggio, un sogno.

«L’Europa non è più un aggregato di nazioni contigue che siinfluenzano a vicenda soltanto attraverso il commercio e le lotte  egemoniche, bensì uno spirito nuovo che deriva dalla filosofia e dalle scienze particolari che rientrano in essa, lo spirito della libera critica e della libera normatività, uno spirito impegnato in un compito infinito, che permea tutta l’umanità e crea nuovi e infiniti ideali!  […] La funzione che la filosofia deve costantemente esercitare all’interno dell’umanità europea è una funzione di guida per tutta l’umanità».

Edmund Husserl

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3 Comments

  1. Splendida riflessione.
    Io ad esempio non mi sono mai fatto trasportare dalla filosofia orientale. Forse sarebbe meglio dire dalle tradizioni spirituali dell’oriente, così tanto in voga.
    C’è così tanta profondità e bellezza nella filosofia occidentale: soprattutto nella radice Greca.
    E per parafrasare la citazione di Aristotele che hai riportato, io aggiungere che la filosofia, assieme alla letteratura, è la base più solida fra tutte le scienze.
    Per scienze Aristotele chiaramente non intendeva le nostre moderne. Ma ad esempio fra i resti dell’architettura, del la scultura, della pittura del mondo greco, la filosofia è il residuo più roccioso che ci sia giunto da quel mondo antico.
    E io credo che la filosofia, come per le altre arti in Grecia si sia sviluppata per imitazione ed entusiasmo.
    Riguardo al destino tragico della Grecia moderna, tutte le volte che vado a Siracusa e dalle terrazze del Castello di Eurialo guardo il mare, o sosto sul ponte fra i due porti di Ortigia, o passeggio nelle latomie, socchiudendo gli occhi, con dolore rivedo il destino finale di quella civiltà.
    La grande Atene e la Grecia sono finite qui, a pochi chilometri da casa mia.
    La disfatta militare di Siracusa, l’aver perso migliaia di cittadini ateniesi tutti in una volta, tutti qui, lontano dalla madre patria, è stato un colpo talmente duro da poterlo considerare il picco finale dell’intera civiltà ateniese.
    Dopo pochi anni dalla disfatta, Atene perderà la guerra. Arriveranno i trenta tiranni e una debolezza di fondo dalla quale non si risolleverà più.
    Ed è per certi versi singolare, che proprio quando Atene è nel suo momento più debole a livello politico e militare, che giungerà il momento culmine della filosofia greca con i vari Socrate, Platone e Aristotele. L’epoca d’oro è il crepuscolo.
    Senza più l’egemonia militare Atene (e tutta la Grecia), sprofonderanno nel buio della storia. Alessandro sarà solo l’ultima folgore, prima dell’oblio.
    Scusa se mi son dilungato, ma anzi ho sintetizzato, l’argomento mi appassiona.

  2. Grazie per l’intervento, MArco. La grande Atene, il suo spirito, dovrebbe continuare non solo nei nostri cari luoghi siciliani, ma nella scuola, nelle rifrme, nei teatri, ecc.. ecc…

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