N’Y A PAS DE HORS-TEXTE

«L’idea del libro, che rinvia sempre ad una totalità naturale, è profondamente estranea al senso della scrittura. Essa è la protezione enciclopedica dela teologia e del logocentrismo contro l’energia dirompente, aforistica della scrittura, e, come preciseremo più tardi, contro la differenza in generale. Se distinguiamo il testo dal libro, diremo che la distruzione del libro, così come si annuncia oggi in tutti i campi, mette a nudo la superficie del testo».

Jacques Derrida, Della grammatologia

Non esiste un fuori-testo, non esiste nulla al di fuori della scrittura che non sia essa stessa scrittura. Il referente ha perso ogni approdo oggettuale per innescare un processo di rinvii continui a segni. Non c’è più una natura che funge da puntello alla costruzione elaborata della cultura, ma c’è cultura (scrittura) ovunque. «Il senso ed il linguaggio è questa scrittura come sparizione della presenza naturale».

La lettura, il commento al testo, la recensione, l’interpretazione, la rappresentazione di un testo non sono un fuori-testo, non vivono accanto ad esso, ma sono esso. Questa è la base del testualismo della decostruzione.

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