Considerazioni inattuali (ovviamente).

Solitamente l’aggettivo “scorrevole” è un complimento se riferito al sostantivo scrittura o libro. Leggendo Lacci di Starnone, libro che comunque mi è piaciuto, mi sono resa conto che era davvero un libro scorrevole. Non mi sono neppure accorta che lo stavo finendo, che era già finito. Uno di quei bei pomeriggi dedicati interamente all’inizio, all’immersione e alla conclusione di un libro. Contemporaneamente, portavo avanti la lettura de Il petalo cremisi e il bianco di Michel Faber, che tutto è tranne che scorrevole e non solo perchè consta di 948 pagine. Poi, intervallavo con qualche racconto di Alice Munro e ora ho iniziato Homo Faber di Frisch. A me piace la vischiosità della scrittura, non lo sguardo che scorre ma quello che si blocca, che deve tornare indietro, lo sguardo che non capisce o che si attarda, perchè quella parola in quel posto non dovrebbe proprio starci, eppure…guarda che bell’effetto. Ecco, a me proprio la lettura scorrevole non piace. Il libro è un po’ come il vino, lo devi sentire in gola. E poi c’è la lunghezza. Dopo aver finito Michel Faber, ho capito che io e il libro malloppo il libro un po’ pacco, siamo legati indissolubilmente. Mi piace che i personaggi mi accompagnino per molti molti giorni, ecco qual’è il mio problema con i racconti. Non è che non mi piacciono (quelli della Munro, ma anche di Calvino, di Marquez, di Hemigway) il punto è che appena mi sto per affezionare a un personaggio, la storia è finita. Ecco, il racconto, è un po’ come quelle persone che sbirci sull’autobus, che ti incuriosiscono e che poi scendono alla prossima fermata.
Detto questo, Homo faber mi sta deludendo e se continuo con questa nostalgia di Sugar e della storia lunga lunga, che comunque mi ha lasciato in tredici, scappo, che so…a leggermi Guerra e pace.

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5 Comments

  1. Simpaticissima la tua multi-recensione che rendi assai esplicativa grazie alle tue similitudini (bellissimo il raffronto tra i racconti ed i brevi incontri nei mezzi pubblici). Io invece non riesco a leggere più libri contemporaneamente ed ora sono invischiato con Celine e non vedo l’ora che termini la sua notte che oramai porto avanti più come un compito che una lettura entusiasmante.

      1. Mi sta più deprimendo che entusiasmando, forse non era il momento giusto per leggerlo. Magari è il momento di superare il mio blocco e leggere Tolstoi.

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