Miseria dell’incomprensione

«La filosofia si richiama sempre all’esigenza del pensiero supremo, la storia sempre alla condizione dell’esistenza. Quella dà sempre importanza all’interesse universale, questa all’interesse particolare. Quella considera essenziale il processo, ogni momento particolare vale soltanto come momento di passaggio all’interno del tutto; questa invece si rivolge con interesse al singolo. Quella è perennemente in posizione di rifiuto, pone sempre lontana la condizione che vorrebbe approvare, per sua natura tende alla profezia, è rivolta in avanti; questa vede il bene e l’utile in ciò che esiste e cerca di comprenderlo, rivolge il suo sguardo al passato».

(Leopold Ranke,  La storia moderna dall’inizio del secolo XVII, in Lutero e l’idea di storia universale, tr. di F. Donadio, Napoli 1986).

Questa frase di Ranke mette il punto su una differenza che mi trovo spesso a dover ribadire, quel che è peggio a volte anche con colleghi: filosofia della storia e storicismo non solo non sono la stessa cosa, ma sono due cose opposte. Arriverà un In dieci punti, intitolato Che cos’è lo storicismo.

Anche Wikipedia dà una definizione esatta e comprensibile di Filosofia della storia:

“La filosofia della storia si occupa del significato spirituale della storia e di un suo possibile fine teleologico. Essa si chiede se esista un disegno, uno scopo, o un principio guida nel processo della storia, e quale ruolo l’uomo vi occupi. Altre questioni su cui si interroga questa disciplina sono se la storia consista nella realizzazione della verità o di un ordine morale, se essa è ciclica o lineare, o se esiste il concetto di progresso.”

Sul significato di storiismo, invece, Wikipedia si ingarbuglia e dà adito a quelle incomprensioni ed equivoci, duri a morire: “l concetto di storicismo (o “istorismo”[1][2], termini entrambi derivati dal tedesco Historismus[3]) dal punto di vista filosofico nasce nella cultura romantica tedesca (il primo autore ad aver impiegato il termine è Novalis), per sottolineare la natura storica e progressiva della manifestazione della verità, frutto di una lenta maturazione che procede secondo una precisa logica di sviluppo. Il primo autore che presenti un simile modello teorico è Johann Gottfried Herder nel mondo tedesco, Giambattista Vico in quello latino.”

Va benissimo, invece, la definizione del Vocabolario Treccani: “Con sign. generico, orientamento di pensiero che mira a comprendere ogni manifestazione umana riportandola al concreto momento storico e all’ambiente in cui è emersa”.

Quando parliamo di storicismo, pensiamo a Dilthey, a Windelband, a Croce, autori per i quali la storiccità dell’uomo è una dimensione non trascendibile: in sintesi non esiste un momento “assoluto” dello SPirito, ma dell’hegelismo si accetta lo Spirito oggettivo (analisi eccezionale e chiara fatta da Hans Georg Gadamer in Verità e metodo).

Per chi volesse definitivamente confondersi le idee, consiglio la lettura di Miseria dello storicismo di Karl Popper.

Annunci

2 Comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...