L’immigrazione, dalla parte di una insegnante

Ciò che mi ha colpito nei tanti commenti seguiti al naufragio nel Canale di Sicilia (l’ultimo) è che tutti sono politologi, statisti, economisti e che nessuno invece si chieda nel proprio campo, in ciò che lui fa e sa fare, come rispondere a questa emergenza.

Mi piacerebbe un paese nel quale il medico di domandasse nella sua deontologia professionale come comportarsi davanti a un malato (l’aggettivo africano ha un senso, quando si parla di malati?), un imprenditore della legislazione sugli imigrati, un insegnante, appunto, sul suo ruolo di insegnante.

Io, ovviamente, mi occupo solo dell’ultimo punto e inizio non da una ideologia – come tanti hanno fatto – ma dalla legislazione, cosa che in Italia oramai sembra accesorio.
Il diritto all’istruzione è un diritto umano fondamentale. Ogni individuo, indipendentemente dalla razza, il sesso, la nazionalità, l’etnia o le origini sociali, le preferenze religiose o politiche, età o invalidità, ha diritto ad un’istruzione elementare gratuita. Tale diritto è espresso esplicitamente nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR) delle Nazioni Unite, adottata nel 1948:
“Ognuno ha diritto ad un’istruzione. L’istruzione dovrebbe essere gratuita, almeno a livelli elementari e fondamentali. L’istruzione elementare dovrebbe essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale, dovrebbero essere generalmente fruibili, così come pure un’istruzione superiore dovrebbe essere accessibile sulle basi del merito. …” (Articolo 26)

Come stipulato dall’UDHR:

“… L’istruzione deve essere indirizzata verso lo sviluppo completo della personalità umana ed al rinforzo del rispetto per i diritti umani e delle libertà fondamentali. Deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l’amicizia tra ….gruppi razziali e religiosi. …” (Articolo 26)

Legge 6 marzo 1998, n. 40 Disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (in Gazzetta Ufficiale n. 59, del 12 marzo 1998): Art. 36 – Istruzione degli stranieri. Educazione interculturale
1. I minori stranieri presenti sul territorio sono soggetti. all’obbligo scolastico; ad essi si applicano tutte le disposizioni vigenti in materia di diritto all’istruzione, di accesso ai servizi educativi, di partecipazione alla vita della comunità scolastica.
2. L’effettività del diritto allo studio è garantita dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali anche mediante l’attivazione di appositi corsi ed iniziative per l’apprendimento della lingua italiana.
3. La comunità scolastica accoglie le differenze linguistiche e culturali come valore da porre a fondamento dei rispetto reciproco, dello scambio tra le culture e della tolleranza; a tal fine promuove e favorisce iniziative volte all’accoglienza, alla tutela della cultura e della lingua d’origine e alla realizzazione di attività interculturali comuni.
Ma soprattutto: I minori stranieri sono soggetti all‘obbligo scolastico; l‘iscrizione alle classi della scuola dell‘obbligo va accolta in qualsiasi momento dell’anno, in coincidenza con il loro arrivo sul suolo nazionale (D.P.R. n.394/99, art. 45, C.M.
del 23/03/2000 n.87 e C.M. del 05/01/2001, n.3 ). Essi vanno accolti anche se sprovvisti di permesso di soggiorno o privi di documentazione (art. 45 del DPR n.394/99).

L’nsegnante non è un questore. È tenuto a insegnare anche a chi è privo di documentazione e permesso di soggiorno.

Iniziamo a fare una distinzione termnologica.

MULTICULTURA: compresenza, su uno stesso territorio, di popolidifferenti per etnia, lingua e cultura. Questo termine non contiene giudizi di valore, limitandosi a indicare una realtà sempre più diffusa attualmente, che vede diverse popolazioni insieme, senza che questo presupponga necessariamente un confronto,  uno scambio e un incontro.

INTERCULTURA: impegno nel ricercare forme, strumenti, occasioni per sviluppare un dialogo tra le culture e un confronto  costruttivo e creativo, che presuppongano la capacità di romuovere situazioni di comparazione di idee, valori, culture differenti, nella ricerca di punti di incontro che valorizzino le diversità e le differenze,

L’Europa ha sviluppato due strategia di accoglienza degli stranieri nelle scuole.

MODELLO INTEGRATO: (Danimarca, Spagna, Italia, Gran Bretagna, Polonia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Austria)

i bambini immigrati sono inseriti in classi composte da bambini della loro stessa età (o di età inferiore a seconda dei casi) dell’istruzione ordinaria. Misure di supporto (essenzialmente di natura linguistica) sono applicate su base individuale per ogni alunno durante il normale orario scolastico. In alcuni casi è previsto, in aggiunta all’offerta ordinaria, anche un insegnamento extracurricolare. In questi casi, gli alunni immigrati ricevono delle lezioni al di fuori del normale orario scolastico ma sempre all’interno delle strutture scolastiche.

MODELLO SEPARATO (Germania, Romania, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, questi ultimi 3 stati hanno entrambi i  modelli)

  • accordi transitori: i bambini immigrati sono organizzati in gruppi separati dagli altri bambini (nella loro scuola) per un periodo ti tempo limitato in modo che possano ricevere un’attenzione particolare adattata ai loro bisogni. Tuttavia, possono assistere ad alcune lezioni nelle classi ordinarie insieme agli altri alunni;
  • misure a lungo termine: sono costituite classi speciali all’interno della scuola per uno o più anni scolastici, e spesso bambini immigrati sono raggruppati insieme in base alle loro competenze nella lingua di insegnamento (insegnamento intermedio, avanzato).

Alcuni paesi non hanno ancora elaborato nessun modello di integrazione: Ungheria, Belgio, Malta, Lituania.

Belgio (assenze da scuola giustificate per motivazione religiosa).

Italia (alunni di religione ebraica possono assentarsi il sabato).

Germania, Svezia, Norvegia (alunni possono ottenere permesso per assenze).

Germania e Svezia: le scuole possono prevedere attività fisica separata tra maschi e femmine e, ove non è possibile, esenzione dall’attività.

Finlandia: esenzione per gli alunni i cui genitori non accettano attività fisica mista.

Svezia: lo Stato concede alle scuole di vietare l’uso del burqa.

Gran Bretagna: è concesso alle donne mussulmane di indossare il velo e ai sikh il turbante.

Francia: è bandito ogni ostentazione di simboli religiosi.

Spagna, Finlandia e Svezia:  provvedimenti per adattare i menu delle mense ai precetti religiosi e culturali degli alunni immigrati.

In Italia la presenza di alunni stranieri è molto disomogenea e differenziata sul territorio azionale. La concentrazione di alunni stranieri è molto più elevata nelle aree del Centro e del Nord del Paese, in particolare nel Nord-Est ed investe non solo le grandi città, ma anche i piccoli centri. Tra le regioni, a primeggiare è la Lombardia con 184.592 alunni stranieri, seguita da Veneto (89.367), Emilia Romagna (86.944), Lazio (72.632) e Piemonte (72.053).

Nel 2001 erano meno di 200mila, oggi sono quasi 800mila. Dal numero degli studenti di cittadinanza non italiana si capisce quanto e come sia cambiata negli ultimi dieci anni la società italiana. E soprattutto la scuola italiana. Oggi gli studenti senza passaporto italiano rappresentano l’8,4%.  I più numerosi sono i ragazzi romeni (141.050), seguiti dagli albanesi (102.719) e dai marocchini (95.912). In crescita soprattutto gli alunni moldavi (+ 12,3%) e ucraini (+ 11,7%) nelle scuole primarie e quelli filippini nelle scuole medie (+8,5%) e superiori (+11,2%).

PROGETTARE L’ACCOGLIENZA

4 aspetti:

  • amministrativo e burocratico (l’iscrizione)
  • comunicativo e relazionale (prima conoscenza)
  • educativo-didattico (proposta di assegnazione alla classe, accoglienza, educazione interculturale,insegnamento dell’italiano seconda lingua).
  • sociale (rapporti e collaborazioni con il territorio).

Il Collegio docenti delibera la costituzione di una COMMISSIONE ACCOGLIENZA STUDENTI STRANIERI, composta da docenti, che collabora con il Dirigente scolastico per gli aspetti di sua pertinenza e con un referente designato all’interno della Segreteria alunni per gli aspetti amministrativi.

  • accoglie gli alunni neoarrivati e/o neoiscritti e le loro famiglie.
  • accerta e valuta le competenze linguistico-espressive degli alunni in Italiano L2.
  • funge da tramite tra la scuola ed il territorio su delega del DS .
  • formula proposte per l’organizzazione di percorsi formativi per il personale docente e non docente.
  • verifica (annualmente) ed integra o modifica, se necessario, il protocollo di accoglienza.

Esempio di esercizio per valutare la conoscenza dell’ITALIANO L2

Esercizio 1: completa con le seguenti  parole

porta – finestre – ragazzi – quaderno – Giovanni – libro –uscire – posso – dove – buongiorno – vicino – destra – vai –dov’è – ciao

(in classe)

Prof Perosi: Buongiorno …………………………! Entrate e sedetevi, per favore

Ragazzi: Buongiorno prof!

Prof Perosi: Sara, chiudi la  ……………….. per favore. Michele e Giovanni, voi aprite le ………………………..

Omar: Professore, dove posso sedermi?

Prof Perosi: C’è un posto vicino a …………. Siediti là. Loro si siedono in fondo. Prendete il  ………………..di italiano e  il  ………………………

Anna e Fatima: Prof, noi non abbiamo il quaderno, abbiamo solo il libro

Omar:  Prima di cominciare, prof, ………………… andare in bagno?

Prof Perosi: Sì, tu puoi  …………………….. Noi ti aspettiamo

Esercizio 2: rileggi il dialogo, poi cancella l’espressione sbagliata

  1. Uscite / entrate e sedetevi, per favore
  2. Posso andare / posso venire in bagno
  3. Loro si siedono / si alzano in fondo
  4. Io sono / io mi chiamo Omar
  5. Siamo / abbiamo il libro
  6. C’è / non c’è il professore
  7. Buongiorno / ciao prof
  8. Lontano / vicino all’ingresso c’è la segreteria

LA SEGRETERIA  dotata di una modulistica  bilingue si fa carico di:

  • consegnare il Riepilogo informativo bilingue sugli indirizzi e sulle regole  della scuola
  • comunicare l’arrivo del nuovo alunno straniero ai docenti referenti (Funzione  strumentale o altro componente della Commissione Accoglienza) e la data del  primo incontro tra la famiglia e gli insegnanti della Commissione accoglienza ;
  • richiedere copia autentica o conforme dei titoli di studio in possesso dello studente  ed eventuale traduzione e valutazione di tali titoli all’Ufficio Immigrazione del Comune.

IL CONSIGLIO DI CLASSE sulla base delle indicazioni della Commissione accoglienza e dei dati raccolti sulle competenze e abilità degli alunni, il Cdc definisce le linee di programmazione didattico-educativa, predisponendo, se necessario, un PEP (Piano Educativo Personalizzato) con identificazione delle discipline prioritarie e relativi contenuti ed obiettivi essenziali, indicazione dei tempi per l’attivazione delle altre discipline, corsi di supporto ecc.;

  • Il Cdc individua un tutor tra i docenti e un tutor tra pari, a rotazione, al fine di agevolare il percorso di socializzazione e integrazione
  • OBIETTIVI TRASVERSALI DEL CONSIGLIO DI CLASSE

    – Promuovere l’integrazione e la relazione all’interno della classe di appartenenza e dell’Istituto

    – Valorizzare l’identità culturale e favorire lo scambio e il raffronto delle esperienze

    – Sviluppare autonomia

    – Apprendere in maniera efficace applicando metodi e strategie di studio

    OBIETTIVI LINGUISTICO-COMUNICATIVI

    – Promuovere le competenze linguistico-comunicative per permettere il pieno inserimento nel contesto della società italiana

    – Fornire gli strumenti linguistici necessari per raggiungere il successo formativo

    – Seguire e partecipare alle lezioni delle diverse discipline

SEZIONE MULTICULTURALE DELLA BIBLIOTECA

La Commissione accoglienza promuove la costituzione di una sezione multiculturale della biblioteca all’interno dell’Istituto che nella raccolta del materiale faccia spazio a: libri di divulgazione su paesi e culture differenti, fiabe e le leggende del mondo, libri in lingua d’origine, libri bilingue, classici tradotti in tutte le lingue, libri indirettamente multiculturali (racconti, romanzi, narrativa, ecc.), storie di immigrazione, autobiografie di immigrati, materiali multimediali, materiali per l’insegnamento/apprendimento dell’italiano L2.

(P.S. QUesto blg è stato spesso oggetto di “furti” e di ricicli impropri del materiale. Avviso che la sottoscritta ha tenuto in sede concorsuale questa lezione, regstrata quindi in documenti ufficiali).

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3 Comments

  1. Bello leggere del merito e non dei temi tanto grandi quanto astratti che risultano molto poco efficaci ad affrontare un’emergenza. Grazie per il tuo contributo che ci convince che chi affronta un problema con i giusti strumenti ha sempre buona probabilità di risolverlo.

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