All’ombra di Gibbon

« … la decadenza di Roma fu conseguenza naturale della sua grandezza. La prosperità portò a maturazione il principio della decadenza…Invece di chiederci perché fu distrutto, dovremmo sorprenderci che abbia retto tanto a lungo. Le legioni vittoriose, che in guerre lontane avevano appreso i vizi degli stranieri e dei mercenari,… il vigore del governo militare fu indebolito e alla fine abbattuto dalle istituzioni parziali di Costantino, e il mondo romano fu sommerso da un’ondata di barbari. Spesso la decadenza di Roma è stata attribuita al trasferimento della sede dell’Impero […]. Tale pericolosa novità ridusse la forza e fomentò i vizi di un duplice regno… Sotto i regni successivi l’alleanza tra i due imperi fu ristabilita, ma l’aiuto dei Romani d’Oriente era tardivo, lento e inefficace […]. »

Gibbon, Storia del declino e della caduta dell’impero romano, Mondadori, Milano 1998.

Nonostante un dibattito storiografico tutt’ora irrisolto, possiamo accettare la datazione più diffusa del mondo tardo antico: quella che vede nei secoli che vanno dal III d.c. al V-VI d.c., un periodo di radicali cambiamenti per il mondo occidentale, che segnano il tramonto del mondo antico nelle sue strutture portanti: statale, religiosa, economica. L’impero romano comincia il suo lungo declino nel corso della metà del III secolo d.C. Da una parte la spinta dei barbari ai confini e le loro penetrazioni nel territorio romano cominciano a trasformare la civiltà romana; dall’altra il rinnovamento culturale e sociale generato dal Cristianesimo e l’incapacità del sistema centrale di governare efficacemente “la periferia dell’Impero” offrono l’immagine di una progressiva disorganizzazione dell’ordine romano. La civiltà romana sembra incapace di reagire alla sua decadenza se non passivamente. I tentativi di arginare le spinte centrifughe e le forze disgreganti si trasformano in inasprimento della centralizzazione e della burocratizzazione e nel tentativo di mobilitare tutte le forze disponibili per resistere al declino.

I due principali artefici di questi tentativi di arginare il declino furono Diocleziano (284-305) e Costantino (306-337).

L’opera storiografica che inaugura il dibattito sul mondo tardo antico è la monumentale opera di  Edward Gibbon, Declino e della caduta dell’Impero romano, pubblicata in sei volumi dal 1776 al 1789.

«in tre periodi possono dividersi le memorabili rivoluzioni, che nel corso di circa tredici secoli, hanno urtato l’ edifizio della romana grandezza , e che finalmente lo hanno gettato a terra»:

« I. Il secolo di Traiano, e degli Antonini, fu l’epoca, nella quale la monarchia romana in tutto il suo vigore, e giunta all’apice della grandezza, cominciò a pendere verso la sua rovina. Quindi il primo periodo, cominciando dal regno di questi principi, si estende fino alla distruzione dell’ impero d’Occidente, operata dalle armi de’ germani , e degli Sciti, popoli barbari, e feroci, i di cui discendenti formano in oggi le più ingentilite nazioni dell’Europa. Una tale straordinaria rivoluzione, per cui Roma fu assoggettata alla potenza de goti , ebbe il suo compimento ne’ primi anni del sesto secolo.

Il secondo periodo comincia col regno dì Giustiniano, il quale colle sue leggi, e le sue vittorie, restituì all’impero d’Oriente l’antico suo splendore . Questo periodo abbraccia la invasione de lombardi in Italia ; la conquista dell’Asia, e dell’Africa fatta dagli arabi, che abbracciata avevano la religione di Maometto; la ribellione del popolo romano contro i deboli sovrani di Costantinopoli ; e la elevazione di Carlo Magno, che nell’anno 800 fondò un nuovo Impero.

III. L’ ultimo e il più lungo di questi periodi, contiene quasi sei secoli, e mezzo , vale a dire cominciando dalla rinnovazione dell’impero in Occidente, fino alla presa di Costantinopoli fatta dai turchi, ed alla estinzione della stirpe di que principi avviliti, che si adornavano de vani titoli di Cesare, e di Augusto, nel tempo stesso in cui il loro potere era circoscritto fra le mura di una sola città, dove non conservavano neppur un’ombra del linguaggio , e de costumi degli antichi romani. Le crociate fanno parte degli avvenimenti di questo periodo, poiché hanno esse contribuito alla rovina, del greco impero. Allorché si vuol parlare di queste guerre sacre, non è possibile il non fare alcune ricerche sullo stato in cui Roma trovatasi in mezzo alle tenebre, e alla confusione de’ secoli bassi. »

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...