La fabula

(Articolo originariamente apparso su scrivo.me, prima lezione del Breve corso di romanzologia)

Ai nostri aspiranti scrittori, probabilmente, poco serve sapere che la differenza tra fabula e intreccio è un tema fondamentale di tutte le teorie moderne della narratività, a partire dal formalismo russo. Ciò a cui però i novelli scrittori non possono sfuggire è la domanda: «Di cosa parla il mio romanzo?».

C’è chi lavora con una scaletta, creando cioè uno scheletro della storia prima di scrivere, e chi invece và dove lo porta la penna. Ma anche per quest’ultimo arriverà il momento in cui, a romanzo concluso, inviare lo scritto a un editore o partecipare ad un concorso letterario. In entrambi i casi, gli verrà richiesta una sinossi del romanzo e li capirà che non è poi così semplice rintracciare la fabula del proprio romanzo, spesso sommersa in modo confuso nell’intreccio, nelle riflessioni dell’autore e spezzata in malo modo da un capitolo all’altro.

Cos’è, quindi, la fabula? Come fare a riconoscerla e a utilizzarla come timone nella lunga navigata della stesura di un romanzo?

Iniziamo col dire che la fabula, al pari dell’intreccio di cui parleremo nella prossima lezione, riguarda i contenuto del testo, mentre lo stile e il punto di vista riguardano l’espressione. La fabula è l’insieme dei materiali di una narrazione, analizzati in successione rigorosamente logico-temporale. Graficamente la possiamo raffigurare così:

fabula

In ogni narrazione, possiamo rintracciare questi elementi:

  • Situazione iniziale
  • Esordio (cioè l’avvenimento che mette in moto l’azione)
  • Peripezie
  • Spannung (momento di massima tensione nello svolgimento della fabula)
  • Scioglimento (ristabilimento dell’equilibrio, lieto fine oppure risoluzione della Spannung)
  • Conclusione

Questo schema, sebbene astratto come tutti gli schemi, può servirci da aiuto nei momenti di fiacca della nostra creatività, oppure per comprendere se stiamo inserendo troppi elementi inutili allo svolgimento della fabula. Rintracciare il nucleo narrativo (o i nuclei narrativi) del nostro romanzo, non significa eliminare le digressioni, le riflessioni o le descrizioni inessenziali allo sviluppo della fabula; significa, invece, essere consapevoli di come “dosare” gli ingredienti della nostra scrittura. Molti critici, prendendo a prestito il lessico cinematografico, parlano di sequenze in un testo, suddividendole poi innarrative, discorsive, descrittive e riflessive.

Quelle narrative sono le sequenze più importanti, perché sviluppano l’azione e narrano le vicende nel corso del loro svolgimento. Ad esse sono subordinate le altre tipologie di sequenze, come tanti strumenti che devono seguire il direttore d’orchestra, se non vogliamo che la nostra scrittura diventi rumore. Ogni sequenza non ha una durata definita: può durare da poche righe a intere pagine o capitoli. I testi possono andare da un livello zero di semplicità della fabula (in cui essa coincide perfettamente con l’intreccio) ad un livello enne, nel quale non è semplice una sinossi della fabula, per la complessità dell’entralacement.

Poniamo al livello zero, ad esempio, Cappuccetto Rosso, la cui fabula si può analizzare così:

  • Situazione iniziale = C’era una volta…
  • Esordio = Un giorno la mamma le disse…
  • Peripezie = Per andare a casa della nonna, Cappuccetto Rosso attraversa il bosco
  • Spannung = Ti mangio in un boccone, disse il lupo…
  • Scioglimento = Passò da lì un cacciatore…
  • Conclusione = E vissero felici e contenti.

Al livello enne, poniamo l’Orlando Furioso, il capolavoro ariostesco, noto per la sua complessità, le miriadi di personaggi, situazioni, tempi e spazi. È un’opera che sembra non cominciare e non finire. Tra l’altro nell’opera di Ariosto si intrecciano tre nuclei narrativi principali: la guerra tra mori e cristiani, l’innamoramento di Orlando per Angelica e il conseguimento impazzimento del paladino, gli amori di Ruggiero e Bradamante.

Tra Cappuccetto Rosso e l’Orlando Furioso, si dispiega una vastissima gamma di livelli di complessità della fabula, su cui ci eserciteremo la prossima settimana.

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