Quali compagni hai lasciato per strada?

“Se tutte le persone riuscissero a creare un contatto così profondo con le cose che succedono attorno a loro credo che il mondo forse…
il mondo forse risplenderebbe di un’unica grande luce, di un bagliore irresistibile generato da tutte le stelle unite, di un fulgore visibile anche nel buio più pesto.
Proprio come quando dalla punta del promontorio avevo visto il mio paese e la mia amata baia estendersi a perdita d’occhio. Proprio come quando, assottigliando gli occhi, avevo visto lo sfavillio dorato del mare in lontananza.
Fu un’immagine molto vivida, come se stessi già vedendo quella luce”.

Banana Yoshimoto, Il coperchio del mare.

Alcuni autori ci hanno fatto compagnia per un periodo della nostra vita, a volte in modo così forte da restare racchiusi in quell’epoca. Molti autori non ce li portiamo dietro nella nostra crescita: la Yoshimoto, Hesse, i neorealisti, Kundera, Bukowski, perfino Hemingway, appartengono a questo bagaglio posato da qualche parte.
Invece, altri, senti che ti stanno dentro, viaggiano con te.

IMG_3013-0

Annunci

4 Comments

  1. Trovo sempre verifica nel fatto in quello che scriviamo gli avverbi sono sempre avvisi, verità da scoprire nascoste fra le righe. Così nella tua lista di autori che amo anche io trovo un perfino che ci differenzia, che mi rivela una prospettiva tua diversa dalla mia. Buona serata 🙂

  2. Rileggendo il tuo post devo dire che non sono d’accordo con te. Io invece penso che ci portiamo appresso tutto, nello specifico tutti quelli che abbiamo letti, solo che alcuni li consideriamo irrinunciabili e fondamentali per il nostro modo di essere, altri possiamo ritenerli di scarso influsso su di noi o addirittura incidenti di percorso ma comunque ce li porteremo appresso per sempre.Io ad esempio di Yoshimoto ho letto un solo libro: Kitchen, mi è piaciuto ma non è diventata una scrittrice fondamentale per me, Hesse viene tanto sopravvalutato in età giovanile, poi messo in un cantuccio, ma rimane. Bukowski lo incrociamo in varie fasi della vita e comunque ci accompagna. Hemingway (ed arriviamo al perfino) l’ho letto con voracità da giovane e l’ho osannato, poi l’ho criticato, poi l’ho amato di nuovo, come un vecchio amico di infanzia a cui non si può apporre un “perfino”. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...