Nomina nuda tenemus

“Non ho mai dubitato della verità dei segni, Adso, sono la sola cosa di cui l’uomo dispone per orientarsi nel mondo”.

Leggere Il nome della rosa come opera semiologico: Guglielmo indaga i segni e segue le tracce nel gran libro della natura, ma ciò che non riesce a capire è la relazione fra i segni e infine perviene – a dispetto della cultura medioevale – ad un’opera aperta, alla conclusione che le relazioni che noi poniamo fra i segni siano fittizie, storicamente determinate. Non a caso, Eco cita velatamente Wittgenstein: “L’ordine che la nostra mente immagina è come una rete, o una scala, che si costruisce per raggiungere qualcosa. Ma dopo si deve gettare la scala, perché si scopre che, se pure serviva, era priva di senso”.
Guglielmo si consola scoprendo “piccole connessioni in piccole porzioni degli affari del mondo”, è il passaggio dallo strutturalismo ontologico a quello metodologico, che rimanda ad un divario fra una realtà ultima e intellegibile e le strutture della conoscenza umana. Nomina nuda tenemus.

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3 Comments

  1. Bello leggerti di domenica mattina. riesci a sintetizzare un concetto importante ma la sintesi ha l’efficacia di un sasso in un laghetto calmo, sai suscitare interrogativi e temi d’approfondimenti come sa fare il sasso sulla superficie del lago. Buona domenica 🙂

      1. Un post così, con gli spunti che sai porre, ha maggiore efficacia di un lungo trattato che non leggeremmo, specie di domenica mattina. 🙂

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