La soglia di ‘Ntoni

(brano tratto da R. Luperini, I Malavoglia, ne Il romanzo,  Lezioni, V vol., a cura di F. Moretti, Einaudi, Torino 2003, p. 344.

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«Nei Malavoglia c’è tragedia perché c’è ancora una possibilità di scelta fra vecchio e nuovo e fra bene e male. C’è ancora, per l’ultima volta. Dopo I Malavoglia, a partire dalle Rusticane, essa non si darà più. ‘Ntoni è il personaggio in cui si condensa questa estrema possibilità. E infatti ‘Ntoni è un personaggio sulla soglia. Solo nel cronotopo della soglia è possibile identificarlo: sulla soglia delle sue tre partenze che scandiscono- all’inizio, nella parte centrale, nella conclusione – il romanzo; sulla soglia della casa familiare – simbolicamente diviso fra dentro e fuori  – da cui guarda spesso come estraneo tanto il mondo interno quanto quello esterno; sulla soglia della taverna, cacciato dalla Santuzza, ma senza poter tornare nella casa del nonno e dei fratelli; infine sulla soglia dell’addio a Trezza, ancora diviso fra modernità e paese. Lasoglia è il luogo dell’escluso, ma anche quello della scelta. Dopo di lui, Mazzarò e Gesualdo questa soglia l’hanno già attraversata, sono già al di là della possibilità di scelta: tutta la loro vita è segnata subito, sin dall’inizio, dal patto col diavolo stipulato dalla modernità: l’animo in cambio della roba. ‘Ntoni, invece, conosce ancora il dubbio, l’esitazione.

Questa scelta è presentata come drammatica. Verga è scrittore tragico. Incamminarsi sulla strada della modernità e del progresso è atto di colpa, che bisogna espiare. Dietro ‘Ntoni si intuisce il dramma di Giovanni Verga. L’impersonalità gli dà l’illusione di sottrarsi all’aut-aut morale, di guadagnare una zona di neutralità e di impassibilità scientifica,  ma in realtà essa è già da lui avvertita come una sconfitta e un cedimento, una rinuncia all’idealismo romantico giovanile. Tutti i grandi personaggi dei Malavoglia sono capaci di atti – eroici e masochistici insieme – di rinuncia a ciò a cui più tengono:  Mena rinuncia ad Alfio, padron ‘Ntoni, che si fa portare di nascosto all’ospedale, a restare nella casa di famiglia, ‘Ntoni a vivere a Trezza. Verga rinuncia con l’impersonalità a prendere posizione a favore dei valori morali. Quando lascia trapelare il proprio atteggiamento insinuandosi  nella voce narrante, fa intuire abbastanza scopertamente, come si è visto, in quale direzione vadano le sue opzioni in campo etico e la sua umana partecipazione.Ma ciò può accadere solo molto raramente e come di nascosto. Egli sa bene che la modernità ha già vinto  che anacronistico sarebbe contrapporle ideali ed esigenze che la fiumana del progresso sta per sommergere per sempre».

 

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